SOFFIANTINI: “HO AVUTO FIDUCIA IN DIO E NELLA MADONNA”.

“Volevano portarsi via il più giovane dei miei figli. Hanno dovuto accontentarsi di me. Ma ho resistito. Ho avuto fiducia in Dio e nella Madonna”. Giuseppe Soffiantini, a pochi giorni dalla sua liberazione, ha confidato i particolari della sua esperienza e del sostegno avuto dalla fede al settimanale diocesano di Brescia “La voce del popolo”. Una fede che lo ha portato a dichiarare di non provare alcun risentimento nei confronti dei suoi rapitori: “E perché dovrei odiare qualcuno? Ho solo comprensione per loro e commiserazione – afferma – E’ gente cresciuta così, senz’arte e nemmeno regole. Gente che se ha sbagliato è finita in carcere a contatto con incalliti delinquenti”. Soffiantini parla degli otto mesi che ha trascorso rinchiuso in una tenda nei boschi della Toscana, legato al polso sinistro con una catena di tre metri. Racconta di “aver fatto amicizia con un pettirosso, che volava dentro la tenda ogni giorno, con i topi di campagna che mi giravano attorno, con gli stessi cinghiali che sentivo e vedevo nel bosco”. Nel quel periodo di prigionia è riuscito anche a trovare un metodo per rendersi conto del passare del tempo: “Ho imparato a contare e mi sono accorto di aver potuto individuare anche il giorno di Natale. Ho pianto molto quel giorno, più di quanto mi capitava quotidianamente. Ho pregato, pregato molto e con intensità”.