CONVEGNO A ROMA SU DONNA E SALUTE: CONFERENZA O ANTICONFERENZA?

Il riferimento ai “nodi insoluti” emersi nelle conferenze internazionali sulla donna promosse dall’ Onu al Cairo (1994), a Pechino (1995) e a Copenaghen (1996) sarà d’obbligo durante il convegno internazionale “Women’s health issues” (Donna e salute: istanze e significati) che si terrà a Roma dal 18 al 22 febbraio, per iniziativa dell’Istituto di bioetica dell’Università Cattolica, in collaborazione con il Center of clinical bioethics della Georgetown university di Washington e con il patrocinio della Pontificia accademia per la vita. Il vescovo Elio Sgreccia, direttore dell’Istituto di bioetica, precisa al Sir che il tema della salute verrà affrontato con “spirito costruttivo, non polemico”. “Non vogliamo proporre un’anticonferenza in opposizione a quelle dell’Onu -, ma certamente faremo una rivisitazione del concetto di salute così come è stato definito dall’Organizzazione mondiale della sanità. Vorremmo andare oltre i ‘riduzionismi’ di carattere edonistico e sociologico che indicano la salute solo come pieno benessere: così, quando la maternità contrasta con il benessere della donna, implicherebbe le varie concessioni sull’aborto e sulle politiche demografiche. Ma questa è una deviazione del concetto di salute, che non può essere mai contro la vita. Anche perché la maternità non è certo una malattia”. Il congresso, spiega mons. Sgreccia, intende quindi definire “un concetto più globale di salute, comprensivo anche dei fattori spirituali e morali”. Una conferenza stampa di presentazione si terrà il 17 febbraio a Roma. Al congresso parteciperanno anche i coniugi John e Lyn Billings, ideatori del metodo di regolazione naturale della fertilità.