G. RUMI: “IL VOLTO DI PAPA MONTINI CITTADINO”

E’ questa la lettura che di Giovanni Battista Montini dà lo storico Giorgio Rumi, nota firma dell’Osservatore Romano nonché docente dell’Università Cattolica di Milano. In occasione dell’anno centenario della nascita di papa Montini, si terrà domani a Roma, nella Sala della Promoteca in Campidoglio, la commemorazione di papa Paolo VI alla quale parteciperanno, fra gli altri, anche il sindaco di Roma, Francesco Rutelli, l’on. Mino Martinazzoli, sindaco di Brescia, il prof. Giorgio Rumi e mons. Giovanni Battista Re, sostituto alla Segreteria di Stato che celebrerà la S. Messa nella Basilica di Santa Maria in Ara Coeli. Secondo il prof. Rumi, l’incontro che è promosso dall’Opera Pia dei Bresciani in Roma, assume una connotazione tipicamente “laica”. Da qui la scelta di tratteggiare “la figura di Montini cittadino, le sue idee e i suoi giudizi – spiega il professore – che emergono soprattutto nelle sue lettere ai familiari dove il futuro vescovo e papa parla a cuore aperto, da cittadino a cittadino”. Figlio del direttore de “Il cittadino” di Brescia, Montini aveva “un forte senso di cittadinanza” e di “appartenenza alla patria, terra dei padri”. Nei tempi in cui vigeva il “non expedit”, “Montini – commenta oggi Rumi – era convinto che i cattolici avessero molto da dire in questo Paese. Non proclamava nessuna bandiera, se non quella dei valori e delle proposte. Non aveva in mente nessun partito che non considerava come un mezzo ma come un fine. Ma era convinto che i cattolici avessero un tesoro di verità e un patrimonio di valori da comunicare al Paese e temeva che per opportunismo o debolezza non parlassero”.