MONS. BELO: “CON LA LOTTA ARMATA NON SI RISOLVONO I CONFLITTI TRA I POPOLI”

“L’indipendenza e l’autodeterminazione sono un diritto di tutti i popoli, ma non si conquistano con la lotta armata”. Lo ha detto mons. Carlos F. Ximenes Belo, vescovo e amministratore apostolico di Timor occidentale e Premio Nobel per la Pace nel 1996, nel corso di una conferenza stampa svoltasi oggi a Roma, alla vigilia del conferimento del dottorato “honoris causa” in teologia da parte dell’Università Pontificia Salesiana. Conversando con i giornalisti, il vescovo si è pronunciato anche contro il possibile intervento militare degli Stati Uniti in Iraq, dichiarandosi “contro l’uso della forza, sempre e comunque”, e a favore, invece, della “lotta diplomatica, della comunicazione, del dialogo”. Il premio Nobel ha poi lanciato un appello all’Unione Europea “per trovare una soluzione onorevole, giusta e pacifica per il popolo di Timor”, le cui condizioni di vita “non sono affatto cambiate”, dopo il conferimento del Premio Nobel per la pace. Mons. Belo, inoltre, ha annunciato che parlerà della difficile situazione del suo Paese anche nel corso del prossimo Sinodo sull’Asia, “il cui argomento principale – ha però precisato – è: ‘Gesù Cristo salvatore, ieri, oggi e sempre'”. A Timor, ha proseguito il vescovo, “i giovani che si battono per l’indipendenza sono perseguitati dai servizi segreti; per questo alcuni di loro decidono di lasciare l’isola. Per me, però, la lotta si deve fare a Timor, anche se capisco che, quando la gente non è tranquilla, ha diritto di emigrare”. Su una popolazione i 850 mila persone, i cattolici a Timor sono 735 mila, pari all’85 per cento della popolazione; il resto è composto da musulmani, induisti, buddisti e animisti.