SIR – 19/02/98 – – Partita il 1 maggio ’94, con un appello dell’arcivescovo, card. Saldarini, l’esperienza delle “borse lavoro” sostenute dalla diocesi per persone in difficoltà prosegue. L’appuntamento presso gli uffici diocesani della pastorale del lavoro di Torino con gli esponenti delle associazioni di categoria di artigiani, commercianti, industriali, cooperative è fissato per lunedi 23 febbraio prossimo nel pomeriggio. “In quella sede – spiega al Sir Iole Meo, dell’ufficio di pastorale del lavoro – esporremo i risultati degli anni scorsi, che hanno registrato l’assunzione di circa la metà di coloro che abbiamo indirizzato a ditte disposte a offrire un’occasione di lavoro, in tutto oltre un centinaio di persone”. L’impegno della diocesi è molto concreto: non solo si fa garante presso le ditte delle persone inviate, ma paga anche gli stipendi per i primi sei mesi “in prova”. Le imprese, dal canto loro, si impegnano, in caso di buon esito di tale prova, alla successiva assunzione. “I casi più difficili da sistemare – precisa la signora Meo – sono quelli degli ex-tossici, ex-carcerati, invalidi. Qui le ditte hanno più difficoltà ad impegnarsi e invece abbiamo trovato risposte positive dalle cooperative. Chi comunque non riesce a prendere una ‘borsa-lavoro’ viene aiutato, o tramite l’avvio alla formazione professionale, o cercando di collocarlo comunque in altri ambiti. Il dato di fondo – conclude – è che non si punta sull’assistenza, ma sull’inserimento attivo delle persone, perchè possano recuperare la fiducia in se stessi”.