CONVEGNO SU DONNA E SALUTE: LA DONNA, “CUSTODE DELLA SALUTE SOCIALE”

“La donna è una vera e propria custode della salute sociale. Cercare di vivere la famiglia in un modo nuovo, in linea con i tempi attuali, è compito di ognuno dei membri della famiglia, ma là dove c’è una donna capace di amare in modo oblativo, senza vittimismi né ripensamenti, la famiglia appare protetta da molteplici forme di devianza e di patologia”. Ad affermarlo è Paola Binetti, del Libero istituto universitario “Campus biomedico”, durante la conferenza internazionale in corso in questi giorni a Roma su “Women’s health issues” (Donna e salute: istanze e significati), organizzata dall’Istituto di bioetica dell’Università Cattolica, in collaborazione con il Center of clinical ethics della Georgetown university e il patrocinio della Pontificia Accademia per la vita. Binetti evidenzia anche aspetti problematici come l’educazione alla salute con i figli e nella scuola, in quanto gran parte dell’insegnamento nella scuola dell’obbligo è affidato alla donna. “Il rapporto donna e istruzione riflette un paradosso – sostiene -: infatti pur essendo consapevole dei comportamenti che nuocciono alla salute psico-fisica e avendo una grande responsabilità nella formazione-informazione a casa e a scuola, non sempre la donna è in grado di promuovere un cambiamento di mentalità e di atteggiamenti. Basta considerare il rapporto dei giovani con le droghe, con la velocità e gli stili di evasione, e alcuni comportamenti sessuali con i relativi rischi da Aids”. Per questo la donna deve “ripensare la sua responsabilità e cercare di acquisire nuovi strumenti comunicativi” nell’educazione dei giovani alla salute. In ambito professionale, invece, i contributi femminili possono essere diversi :”restituire al lavoro il valore di servizio, di mezzo e non di fine, ridimensionandone il carico; mantenere viva la propria dimensione familiare anche nella realtà professionale e difendere la salute come bene personale e familiare, nel la triplice dimensione dell’assistenza e della riabilitazione”.