Questo il parere di Luca Jahier, presidente della Focsiv, sulla nuova legge in materia di cooperazione internazionale, attualmente in discussione al Senato. Il Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime), oggi, ha organizzato un incontro a Milano, con la partecipazione (oltre a Jahier) degli esperti delle maggiori organizzazioni che hanno presentato le proposte sulla cooperazione. “Mentre da una parte – spiega Jahier – il governo e il Parlamento manifestano una volontà di riforma della cooperazione internazionale, dall’altra una componente del governo, e precisamente il Ministero del Tesoro, impone una serie di misure e norme procedurali, volte al contenimento della spesa pubblica, che di fatto bloccano ogni forma di cooperazione allo sviluppo”. Di qui l’emergere di “posizioni assolutamente contrastanti”, con il rischio “di adeguare la legge ai vincoli stringenti del Tesoro, il cui ruolo preponderante pone seri interrogativi su chia sia il vero titolare della politica estera del nostro Paese”. Nell’agire politico, fa notare il presidente della Focsiv, “ci vuole coerenza: o si parla chiaro, oppure non è possibile dire di voler rilanciare la cooperazione internazionale e poi non spendere, oppure far il meno possibile, per raggiungere questo obiettivo”. Un’altra preoccupazione, per Jahier, deriva dalla “tendenza alla statalizzazione” di alcune proposte, che se attuata sarebbe “un passo indietro nei confronti dei riconoscimenti che da ogni parte vengono, oggi, al contributo del volontariato in questo ambito”.