“In Italia ci sono alcuni porti di notevole rilevanza, come Livorno, Napoli e Gioia Tauro, che vedono un movimento di 150 mila marittimi ogni anno, senza una presenza specifica da parte della Chiesa. Trovo strano che, di fronte a questo flusso di persone sole, nelle chiese locali, che pure sono attente a tutte le situazioni che presentano qualche aspetto di peculiarità, non ci sia abbastanza sensibilità”. E’ quanto ha dichiarato al Sir mons. Costantino Stefanetti, direttore dell’Ufficio Migrantes per la pastorale degli addetti alla navigazione marittima ed aerea, in occasione del seminario nazionale Migrantes sull’Apostolato del Mare, in corso in questi giorni a Roma.”I marittimi – ha continuato Stefanetti – sono abituati ad essere dispersi per il mondo. Non hanno l’affetto familiare o un gruppo di amici e si considerano degli emarginati. Per questo quando trovano qualcuno che ha una piccola attenzione rivelano una riconoscenza immensa. La lettera apostolica del Santo Padre ‘Stella Maris’, promulgata nel gennaio scorso, ha avuto una grande ripercussione. Vedere il Papa parlare di loro li ha toccati profondamente. E questo si verifica sempre quando da parte della Chiesa c’è un atteggiamento di benevolenza e di attenzione nei loro confronti”. Sono circa una decina i cappellani inviati a bordo delle navi con equipaggi di 500/700 persone, mentre al personale delle navi più piccole vengono rivolti appositi itinerari formativi.