Il diritto di far valere le proprie ragioni in caso di allontanamento e di veder garantita la stabilità del permesso di soggiorno sono “i punti fondamentali su cui non si vorrebbe scendere al compromesso, poiché toccano diritti fondamentali della persona”: é quanto afferma padre Bruno Mioli, della Fondazione Migrantes, commentando alcuni aspetti della nuova legge sull’immigrazione. Pur ricordando che per Migrantes il “giudizio globale sulla nuova normativa rimane sospeso, e che non si intende “sottovalutare i molti aspetti positivi e innovativi”, rimangono aperte alcune questioni su “punti equivoci e scabrosi della legge” che risultano “inaccettabili”. Si tratta del “diritto di far valere le proprie ragioni in caso di allontanamento o di espulsione di fronte a un giudice chiamato a pronunciarsi, anche per direttissima, nei pochi giorni in cui è prevista la permanenza dell’immigrato nel centro di custodia – spiega p.Mioli -. E del diritto di veder garantita la stabilità del permesso o della carta di soggiorno, ora compromessa da alcune clausole che sono come una spada di Damocle”. Migrantes sperava che il Senato apportasse alcune modifiche su questi punti, ma la volontà di accelerare i tempi di approvazione “ha fatto sì che tutte le proposte di emendamenti migliorativi siano caduti nel vuoto”. Ora si attende, come “assicurato da membri autorevoli del governo e del Senato – ricorda p. Mioli – che si tenga conto di queste istanze nel regolamento di attuazione. Vedremo se sarà così”. Intanto è prevista per martedì 24 febbraio a Roma (via degli Astalli, ore 11.45) la conferenza stampa sulle prime anticipazioni del Dossier statistico sull’immigrazione ’98, pubblicato dalla Caritas di Roma. Secondo i primi dati il ’97 si è chiuso con 1.200.000 presenze, compresi i regolarizzati. Di questi il 52,8% sono cristiani e il 33,9% musulmani.