IMMIGRAZIONE: CARITAS E MIGRANTES, LEGGE BUONA MA SERVE UNA SANATORIA

A porre in evidenza le “incertezze e le zone d’ombra” presenti nella legge sull’immigrazione sono la Caritas italiana e la Fondazione Migrantes in un comunicato congiunto diffuso oggi. Pur riconoscendo la legge “apprezzabile e condivisibile per la sua impostazione generale e per molti dei suoi contenuti” quali “le politiche di integrazione”, vi sono delle situazioni che vanno “chiarite o almeno ridimensionate dal regolamento attuativo”. Si chiede, innanzitutto, “un provvedimento molto ampio che includa le categorie dei lavoratori subordinati, autonomi e precari, studenti, familiari e stranieri per i quali un soggetto italiano o straniero o un’associazione sia disposto a prestare garanzia”. Una regolarizzazione, spiegano, “giustificata da ragioni di coerenza e di pragmatismo”. Secondo Caritas e Migrantes la legge “dovrà essere accompagnata, almeno come è stato per le precedenti, da un provvedimento di regolarizzazione, senza il quale ci si metterebbe in movimento su un terreno troppo accidentato o addirittura minato, capace di compromettere fin dall’inizio la sua efficacia”. “Supposto che gli aventi diritto all’espulsione siano sui 200.000 .- citano come esempio – tutti si rendono conto che l’eventuale espulsione generalizzata, oltre ad essere impraticabile per mancanza di mezzi, o avrebbe carattere collettivo di massa o si protrarrebbe ben oltre l’anno 2000, in uno stillicidio che terrebbe l’intera società italiana in esasperante stato di tensione e di emergenza”. (segue)