In un’intervista che sarà pubblicata sul prossimo numero del Sir, l’osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa, mons. Michael A. Courtney, fa un’analisi sul rispetto dei diritti umani nel nostro continente. “In Europa, – afferma Courtney – i diritti classici (libertà di pensiero, coscienza, religione ecc.) sono particolarmente tutelati mentre, per quel che riguarda i diritti sociali, c’è l’impegno a promuoverli ma non tutti i Paesi riescono a perseguire questo obiettivo. La stessa Carta sociale europea non è stata ratificata da tutti i Paesi. Oggi, però, alcuni governi stanno cercando di dare maggiore importanza al capitolo sociale dell’integrazione europea. Certamente i criteri di Maastricht hanno imposto politiche economiche molto severe, ma ora è venuto il momento di bilanciare l’austerità economica con la sensibilità sociale”.Secondo l’osservatore della Santa Sede, “bisogna puntare il più possibile all’allargamento dell’Unione. Non si deve creare una nuova divisione dell’Europa, tra quelli che sono membri dell’Unione e quelli che ne sono rimasti fuori. Si potrebbe allora pensare di fare associare all’Ue tutti i Paesi membri del Consiglio d’Europa che ne sono rimasti fuori. Questa sarebbe la vera Europa unita. Un’Europa capace di respirare con i suoi due polmoni (Est e Ovest), come ha auspicato più volte il Santo Padre”.