“A chi ravvisa il suo bene nel successo, nel plauso della gente, nella notorietà, il cristiano eccepisce additando l’esempio di Cristo, che non si è lasciato trasportare sui pinnacoli dell’orgoglio e dell’egoismo”. Lo ha affermato oggi il cardinale Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna, durante l’omelia per la S.Messa delle Ceneri. “Contemplando questo modello – ha precisato -, il discepolo di Gesù non si lascerà adescare né dall’ambizione del potere né dal favore volubile dell’opinione altrui. Saprà anzi affrontare la sufficienza e l’ironia di una società incredula e senza ideali; e non si rassegnerà mai, per paura o ingeneroso desiderio di quiete, a velare davanti agli altri lo splendore del suo ‘credo’, le ragioni della sua speranza, le sante esigenze della legge evangelica della carità”.La ricorrenza delle Ceneri è infatti un “richiamo alla vanità di tutte le cose del mondo – ha ricordato il cardinale Biffi -, di tutte le esperienze che possiamo fare, di tutti i traguardi che possiamo raggiungere” e serve “per sgombrare il cuore e la mente dei vari ‘idoli’ che reclamano indebitamente attenzione e culto, come se fossero eterni, vivi e gratificanti, e sono invece effimeri, morti e mortiferi”.Seguendo l’insegnamento di Gesù, ha sottolineato, si apprende allora che il mondo non si salverà “per la via del secolarismo”, né “per la via del prestigio, del clamore pubblicitario, del consenso di massa”, né per la “via del dominio esteriore sugli uomini e le cose”. La strada giusta è invece “la via della croce, della totale adesione alla volontà del Padre, dell’amore concreto ai fratelli”.