GIUBILEO 2000: IDENTIKIT DELLA “GUIDA GIUBILARE”

Non sarà un “simpatico cicerone” né “un funzionario al servizio di un evento”. Non improvvisa e non si inventa nulla. E’ al contrario una persona “competente” e “affidabile” che “si è preparata al Giubileo e ne condivide il profondo significato”. A tracciare una sorta di decalogo delle “guide giubilari”, le persone che nel 2000 accompagneranno i pellegrini nelle visite alle basiliche romane e alle catacombe sono mons. Giancarlo Santi, direttore dell’Ufficio Cei per i Beni Culturali ecclesiastici, e mons. Carlo Mazza direttore dell’Ufficio per la pastorale del turismo. L’identikit che apparirà sul prossimo numero del Sir, è stato redatto in occasione di un Convegno che da oggi fino a domenica 1 marzo si sta svolgendo alla Fiera di Milano sul tema: “Verso il Giubileo del 2000. La figura della guida tra professionalità e volontariato religioso culturale”. “Molto della qualità religiosa dell’evento – afferma mons. Santi – dipenderà da loro. Si intuisce che le guide non potranno essere dei simpatici ciceroni, più o meno dotti. Ci si attende che le guide giubilari abbiano doti speciali”. Secondo il decalogo stilato da due direttori, la guida è innanzitutto un “testimone”, “un amico dei pellegrini”, una persona che “conosce bene il calendario del Giubileo, la città, i suoi luoghi, i suoi servizi, i monumenti della fede”, che “aiuta i pellegrini a capire e poi lascia che siano loro a dialogare con i segni e i monumenti della fede”. Per questo, “non teme di lasciare spazio al silenzio meditativo, anzi conduce, a suo modo, il turista a scoprire l’essere pellegrino che è in ogni uomo, a rendere vere le domande di trascendenza che dimorano nel profondo dell’uomo”.