Questa l’iniziativa promossa dalla Comunità di Capodarco e del Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza (Cnca). “Da sempre – fa notare don Vinicio Albanesi, della Comunità di Capodarco – la formazione è stata appannaggio del mondo accademico, con alcuni piccoli riferimenti esperienziali: il rapporto, in questo caso, è capovolto”. L'”operatore di condivisione”, si legge in una nota, è “un operatore sociale serio” che “intende ribaltare la prospettiva oggi vincente nei servizi sociali, dove l’interesse del prestatore d’opera prevale quasi sempre sul bisogno dell’utente”. L’operatore di condivisione, invece, si rivolge in primo luogo agli emarginati, promuovendone sempre e comunque la dignità. Tre i moduli attorno a cui si articola il percorso formativo: nel primo modulo, l’obiettivo è “la fornitura di strumenti teorici e di osservazione di sé stessi”; nel secondo, il tirocinio è inteso come “approssimazione all’altro”; il terzo, infine, punta sul “tirocinio di progettazione”, in cui l’alunno può sperimentare le sue capacità progettuali e autoimprenditoriali. L’iniziativa è presentata in una brochure allegata al primo dei “Quaderni Sueoc” – Per informazioni 075-9220654.