“Al Parlamento europeo chiediamo norme a favore del privato sociale, delle comunità terapeutiche e delle organizzazioni non governative. Al Parlamento italiano, al governo e alle istituzioni, chiediamo rispetto, dignità e parità anche economica fra pubblico e privato”.Lo ha sostenuto questa mattina il presidente dell’Erit (Federazione europea associazioni nazionali operatori tossicodipendenze), Umberto Nizzoli, aprendo la terza conferenza europea sulla droga, in corso a Bologna fino a sabato con 800 delegati da tutta Europa.Intervenendo ai lavori, il Ministro delle politiche sociali, Livia Turco, ha annunciato che entro marzo insedierà la “Consulta degli operatori” delle comunità terapeutiche, “per attuare con una strategia globale le indicazioni della conferenza di Napoli, tenutasi l’anno scorso”.”Il convegno – dicono gli organizzatori – si concluderà con un documento, in cui si chiederà di depenalizzare il consumo personale di droga.Non si pensa alla liberalizzazione, ma piuttosto dell’applicazione di severi protocolli”. In Italia105 mila utenti nei servizi pubblici e privati, sono seguiti da 16 mila operatori, dei quali 9 mila “senza professionalità accreditata”, cioè non sono medici, psicologi, infermieri o assistenti sociali. Le persone ospitate nelle comunità terapeutiche sono 13.600, contro le 1.840 della Francia (fonte Erit).Diversi sono i delegati della Fict (Federazione italiana delle comunità terapeutiche) e del Cnca (Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza), sabato è previsto l’intervento di don Ciotti.