“Solo perché la Cgil denuncia il lavoro minorile in Italia e nel mondo, tutti ora ne parlano. Sono quasi due anni che denunciamo questa realtà, cercando di realizzare iniziative concrete di lotta al lavoro minorile, senza essere ascoltati”. A lamentarsi dell’attenzione arrivata in ritardo è Paolo Pastore, dell’associazione no profit Transfair international di Padova, che certifica in Italia e in Europa la qualità dei prodotti, costruiti senza sfruttare minori, con il marchio “free children labour”. In questi giorni Transfair ha promosso in Pakistan un progetto-pilota costituito da una cooperativa che garantisce la produzione di palloni di calcio senza l’impiego di minori. In questo paese asiatico migliaia di bambini sono infatti coinvolti nell’ 80% della produzione nazionale di palloni.Secondo Pastore “è importante mantenere alta la tensione internazionale” e proseguire intanto con iniziative concrete che cerchino di limitare lo sfruttamento del lavoro minorile e favoriscano anche il rispetto di tutti i lavoratori adulti. “Il nostro obiettivo è di poter estendere questa certificazione anche ad altri prodotti o progetti – spiega Pastore – e speriamo che le aziende italiane, che finora su questo aspetto non hanno investito molto, diventino più attente ed attive”. Da aprile i palloni di calcio verranno distribuiti nelle botteghe Ctm del commercio equo e solidale e dalla Coop Italia. “Da una recente inchiesta è stata riscontrata una crescente sensibilità sul consumo equo ed etico – dice Pastore -. Questo è il segno di un positivo cambiamento di mentalità”.