CASO TUCKER: I PROTESTANTI RIBADISCONO IL LORO “NO” ALLA PENA DI MORTe

“Siamo stati tutti toccati dalla vicenda di Karla Faye Tucker, ex prostituta, tossicodipendente, assassina che in carcere ha scoperto Cristo e si è sposata con il cappellano protestante. La sua vicenda ha cambiato la situazione negli Stati Uniti: mentre prima il 73% dei cittadini (sia i protestanti che i cattolici) erano favorevoli alla pena di morte, in questi giorni la percentuale si è notevolmente abbassata; questo significa che il caso di Karla ha aperto una crisi di coscienza nella società americana.” Così il pastore valdese Giorgio Bouchard, già presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei), commenta la vicenda di Karla Tucker in un’intervista che sarà trasmessa domani sera nel corso della rubrica “Protestantesimo” su Rai Due. Anche numerose Chiese protestanti degli Stati Uniti si sono pronunciate contro la pena di morte. L’agenzia di informazione delle Chiese evangeliche in Italia, “Nev”, cita, a questo proposito, la dichiarazione del Consiglio nazionale delle Chiese (NCC), organismo a cui aderiscono 33 Chiese protestanti e ortodosse. La dichiarazione, adottata all’unanimità dai 103 membri del Comitato generale del NCC, contiene ben dieci motivazioni che portano le Chiese a dichiarare la loro opposizione alla pena capitale. Un appello affinché la vita di Karla Faye Tucker fosse risparmiata e si ridiscutesse la pena di morte negli Stati Uniti è stato lanciato il 26 gennaio dalla pastora Joan Campbell, segretaria generale del NCC.