ZAMAGNI: TROPPO ALTI I COSTI DEI PROGRESSI NELLA SANITÀ

“I progressi in campo medico possono ‘fare miracoli’ ma a costi tali che non è più possibile metterli a disposizione di tutti coloro che da essi potrebbero trarre beneficio”: è la denuncia di Stefano Zamagni, economista dell’Università di Bologna, intervenuto ieri a Loreto al congresso internazionale “Economia e sanità: priorità ed equità nella distribuzione delle risorse”, realizzato nell’ambito delle iniziative in preparazione alla VI Giornata mondiale del malato dell’11 febbraio.Secondo Zamagni è difficile trovare una soluzione, anche perchè c’è “un aumento preoccupante del rapporto tra spesa sanitaria e prodotto interno lordo”. Una via d’uscita, ha detto, potrebbe essere quella di proporre una “sanità diversa, retta sui tre pilastri del pubblico, dell’intervento integrativo in forma collettiva, del privato”. Ad avviso del ministro della sanità Rosy Bindi, in ambito sanitario occorre invece, tra l’altro, “intervenire sui produttori di beni e servizi” e proporre “una combinazione di fattori produttivi che consenta di produrre il maggior risultato al minor costo”. Per mons. Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio consiglio della pastorale per gli operatori sanitari, una soluzione praticabile potrebbe essere l’economia di mercato, a patto che non venga presa “come un sistema rigido all’interno delle strette coordinate dell’offerta e della domanda e tenendo come unica finalità il lucro”. A ricordare le problematiche sanitarie dei paesi del Sud del mondo è stato Fernando Artesana, direttore generale aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità: i 2/3 del mondo presentano una situazione di arretratezza nel campo della tecnologia medica. Artesana ha annunciato, per il maggio prossimo, l’approvazione di un documento dell’Oms che ha per scopo “il rinnovamento della politica sanitaria per tutti”.