La creazione di un comitato etico all’interno dell’Ospedale Maggiore di Novara che possa non solo “esprimere giudizi di fattibilità” nei confronti di una procedura diagnostica e terapeutica ma agire anche per una “maggiore umanizzazione della medicina”. Lo chiede in una lettera inviata al commissario straordinario dell’Ospedale Maggiore un gruppo di medici della città, su iniziativa del Consiglio pastorale che ha elaborato una serie di progetti di attenzione al territorio per accompagnare la Missione cittadina nell’ambito dei 1600 anni della Chiesa novarese. Nella lettera si afferma che un comitato etico è in grado di “arricchire il patrimonio etico della medicina a differenti livelli operativi, dalle decisione sui singoli casi clinici o su specifiche sperimentazioni di farmaci o protocolli terapeutici, fino alla elaborazione di programmi della sanità”. Tra i compiti del comitato, sono la promozione e la difesa dei principi della deontologia medica, l’approfondimento della condizione di fragilità fisica e mentale che caratterizza il malato, la tutela dei suoi diritti. A detta dei firmatari della lettera, il comitato dovrebbe essere composto innanzitutto da medici e chirurghi, dai rappresentanti di associazioni di volontariato ma anche da “una componente non medica, con competenza filosofica, teologica o politica”. Il Consiglio pastorale cittadino ha messo in cantiere anche altre iniziative: su tutte la realizzazione di una “casa di seconda accoglienza” per ragazze in difficoltà.