Lo ha detto mons. Aldo Giordano, segretario del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (Ccee), commentando i lavori del convegno su “Essere vescovi oggi in Europa”, organizzato dal Ccee e dalla Congregazione per i vescovi. Giordano ha sottolineato che “la nostalgia per l’unità nasconde, in qualche modo, una nostalgia per il primato del Papa”. In questo senso, “la Chiesa cattolica, che ha il dono del servizio per l’unità, deve essere particolarmente ‘madre’, coraggiosa e tranquilla nell’apertura alle altre chiese, senza lasciarsi condizionare da irrigidimenti o paure”. La presenza di vescovi greco-ortodossi, ha continuato il segretario del Ccee, ha posto in primo piano la questione del “sospetto” della Chiesa ortodossa verso la Chiesa cattolica: “Gli ortodossi – ha spiegato Giordano – hanno difficoltà ad accettare questa realtà di credenti, appartenenti al territorio ortodosso, ma uniti alla Chiesa di Roma”. L’uniatismo, dunque, è un ostacolo al “dialogo della verità”, che invece procede con le chiese luterane sul tema della giustificazione, attorno al quale “c’è un consenso fondamentale, ma anche contestazione da parte di un gruppo di teologi luterani tedeschi”. I progressi più evidenti sul piano dell’ecumenismo, ha concluso il segretario del Ccee, “si registrano sul piano del ‘dialogo della carità’ fra chiese dell’Est e chiese dell’Ovest, testimoniato da eventi come l’assemblea di Graz, le visite reciproche tra le chiese, la preparazione al Giubileo”.