“Credo che questo documento miri alla creazione di rapporti nuovi con il mondo ebraico e in generale alla lotta senza quartiere contro tutte le varie forme di razzismo, di antisemitismo e antigiudaismo che purtroppo ancora oggi predurano all’interno delle nostre relazioni sociali”. Lo ha detto mons. Giuseppe Chiaretti, arcivescovo di Perugia e del segretariato per l’ecumenismo e il dialogo della Cei commentando il documento sulla Shoah presentato oggi. Mons Chiaretti ha ricordato il “consolidato” cammino del dialogo ebraico-cristiano a partire dal Concilio vaticano II. “Il Concilio – ha detto il vescovo – ha affermato che presso la realtà cristiana hanno molto influito gli stereotipi contro gli ebrei creando quel clima di diffidenza e di ostilità che ha favorito anche quella indifferenza di cui la nota parla”. “Credo – ha aggiunto mons Chiaretti – che ancora oggi ci siano questi elementi e giustamente il documento in chiusura dice che questa riflessione non è fine a se stessa ma serve piuttosto ad aiutarci non soltanto a ripensare i nostri rapporti con gli ebrei che da questo punto di vista sono molto chiari ma anche a costruire un futuro migliore”. “La nota – conclude mons Chiaretti – dice che questa condapevolezza del peccato nel passato deve essere trasformata in fermo impegno per un nuovo futuro nel quale non ci siano più sentimenti antigiudaici nei cristiani e anticristiani tra gli ebrei”.