Il nascituro sente, capisce, impara e soffre: lo dicono gli scienziati che a Roma, da questa mattina, sono riuniti per il III Congresso internazionale dell’Omaep (Organizzazione mondiale delle associazioni di educazione prenatale) sul tema “Fondamenti biologici e psicologici dell’educazione prenatale”. Con 14 associazioni nazionali aderenti e 4 in via di costituzione, l’Omaep raggruppa centinaia di scienziati, medici, psicologi e pedagogisti, molti dei quali di fama mondiale, che studiano la vita prenatale alla luce degli ormai numerosi indizi che di essa è possibile avere tramite le più avanzate tecniche di indagine. “Il feto ha una propria autonomia e personalità” – ha dichiarato il prof. Cosmi, dell’Università La Sapienza di Roma – mentre, secondo il presidente del Movimento per la Vita Italiano (Mpv), Carlo Casini, “il famoso film ‘Grido silenzioso’, di un aborto al terzo mese con tecnica di aspirazione, ha mostrato chiaramente che il nascituro avverte quanto sta per accadergli, cercando di ritrarsi, agitandosi, aumentando i battiti cardiaci”. La psicoterapeuta Pileri afferma che “la possibilità di educazione del feto è oggi concreta, in quanto abbiamo molte prove delle sue capacità di apprendimento per quanto riguarda le musiche, le voci, i rumori, gli stessi stati d’animo. Ciò si rivela particolarmente utile in casi difficili, quali ad esempio la solitudine della madre, situazioni di malattia, drammi personali: sapendo che il bambino recepisce gli stati d’animo, si può orientarli in positivo da parte di medici, assistenti, psicologi che assistono la madre o la coppia di genitori”.