E’ una realtà che gli stessi ricercatori definiscono “magmatica”, quella dell’associazionismo trentino. Sono 3.356 le realtà di volontariato censite dal Servizio statistica della Provincia autonoma di Trento, che pure ha volutamente escluso dall’indagine associazioni di categoria professionali, politiche, sindacali, gruppi religiosi, circoli dopolavoristici, associazioni d’arma. Nel frastagliato mondo del volontariato trentino si riconoscono i segni di un nuovo modello di Welfare: assume un peso marcato la presenza di organizzazioni o gruppi che svolgono attività di utilità sociale, di cooperative e fondazioni di solidarietà sociale. Due terzi dei gruppi (più di 2.000) sono compresi nel settore educativo, culturale e del tempo libero. Seguono i settori socio-assistenziale, sanitario e della solidarietà con altri paese. Chiudono la lista protezione civile, tutela ambientale e difesa dei diritti della persona. L’area educativa, culturale e del tempo libero è formata al 70% da gruppi interessati ad attività artistiche (826) o all’organizzazione del tempo libero (857). I gruppi che valorizzano la cultura locale sono 280 (tra cui 160 Pro Loco, 26 gruppi folcloristici e 39 associazioni di studi e ricerche).Si occupano, a vario titolo, di educazione e formazione 191 gruppi (compresi 28 gruppi scout e 112 gruppi parrocchiali). Nel settore socio-assistenziale è rilevante (46%) la presenza di gruppi di auto-mutuo-aiuto, prevalentemente legati alle problematiche alcolcorrelate (183 gruppi). Nel settore sanitario (234 gruppi) la componente più rilevante è rappresentata dall’attività di donazione di sangue e organi (152 gruppi, pari al 65%). La protezione civile conta 239 corpi dei vigili del fuoco volontari, la tutela dell’ambiente registra la presenza di 47 gruppi.