PERCHÉ LA COMUNITÀ EUROPEA NON FINANZIA GLI AIUTI AI BAMBINI DELL’IRAQ?

E’ quanto si chiede l’Ai.Bi. (Associazione amici dei bambini) nella nota in cui informa sui rischi di dover interrompere, per mancanza di risorse, il progetto “Sindabd con i bambini di Bassora” che finora ha permesso di assistere 15 mila bambini iracheni affetti da malattie gastrointestinali e da disidratazione. L’Ai.Bi., che opera in Iraq con l’associazione “Un ponte per Bagdad”, si chiede perchè tale azione, “insieme al ripristino di 10 impianti di potabilizzazione non costituisca per la commissaria Bonino titolo sufficiente per usufruire dell’aiuto comunitario”. La nota sottolinea il fatto che “la Commissione Europea ha recentemente stanziato l’equivalente di 19 miliardi di lire per le vittime della crisi in Iraq. Da questo finanziamento – prosegue – sono state escluse proprio le associazioni che meglio conoscono, per averla condivisa sul campo, la drammaticità dell’emergenza bambini nell’Iraq meridionale”. Altra questione sollevata è come mai tali finanziamenti vadano in maniera più massiccia alle organizzazioni francesi (19%) contro il 9,2% dell’Italia, l’8,5% dell’Inghilterra e il 5% della Germania. “Come se a un bambino – conclude l’Ai.Bi. – non bastassero le difficoltà di vivere in un paese chiamato Iraq, si aggiunge la colpa di essere sostenuto da organizzazioni italiane piuttosto che francesi”. L’Ai.Bi., specializzata nell’adozione internazionale, intende proseguire nella propria assistenza a Bassora, città colpita duramente dalla guerra con l’Iran e poi da quella “del Golfo”. Per farlo diventa determinante poter disporre degli aiuti comunitari.