“Arrivano i barbari e siamo noi, come resistere? ” é il tema di un’intervista di M. Bernardini a Giorgio Gaber, in onda questa sera su Sat 2000 alle ore 20,00 dopo le notizie del Tg2000.”La cultura – afferma Gaber – dovrebbe essere tenuta segreta, o quantomeno scambiata con persone che si reputano affidabili, poiché una volta divulgata diventa subito merce”. L’auspicio é quello di porre prudenza nella divulgazione, evitando un “chiacchiericcio culturale di massa”. Affezionato “alle intenzioni del ’68”, ma al tempo stesso lontano dal suo delirio ideologico, il Signor G invita “a riscoprire la cultura della persona e sotterrare quella di massa, senza anima”. “L’aspirazione degli anni ’90 é avere successo – afferma Gaber -, un successo che abbia i caratteri della popolarità”. E’ qui che si raggiunge il paradosso. Poiché il gusto della gente é imprevedibile “si é popolari non perché si é bravi, ma perché patetici, viscidi, belli, brutti, ridicoli, demenziali”. Credo – ha concluso Gaber – che sia arrivato il momento di farci tutti un esame di coscienza. Non sono cattolico praticante, ma anche da laico sento il bisogno di rigore morale. Forse, questo, é l’unico modo per fronteggiare la nuova barbarie”.