CATECHESI E HANDICAP: IL PRIMO PASSO È L’ACCOGLIENZA

“Se l’atteggiamento di accoglienza fosse ben compreso e pienamente realizzato dalle nostre comunità, avremmo risolto ogni problema educativo e catechistico, perché ad esso si possono ricondurre e da esso far scaturire tutti i necessari criteri pedagogici e gli orientamenti educativi necessari per la crescita di ogni persona”. Così don Gianni Ciravegna, direttore dell’Ufficio catechistico diocesano di Alba, anticipa al Sir alcuni spunti del suo intervento al III Convegno nazionale dei responsabili diocesani del settore catechesi dei disabili, che si aprirà domani a Sacrofano (Roma, fino al 28 marzo) sul tema: “La catechesi di iniziazione cristiana dei fanciulli e ragazzi disabili nella comunità cristiana locale”. Accogliere i fanciulli e i ragazzi, continua don Ciravegna, riferendosi al tema del convegno, organizzato dall’Ufficio catechistico nazionale, significa anzitutto “mettersi con umiltà in ascolto del loro mondo e camminare insieme scoprendo giorno per giorno i segni di Dio che opera nella vita dei piccoli, rispondendo alle loro concrete attese e domande”. Troppe volte, per il relatore, si ha “la presunzione di saper già tutto dei ragazzi e della loro vita”, dimenticandosi invece che “l’umiltà dell’ascolto richiede tempo, esige pazienza, ma soprattutto comporta il sapersi mettere nella condizione di chi non sa o conosce ben poco e ha bisogno di sentire, è consapevole che ci sono sempre novità da apprendere”.