DIOCESI DI PADOVA: SULLE 35 ORE MEGLIO UNA LEGGE-QUADRO

“L’acceso e per molti versi strumentale dibattito intorno alle 35 ore rischia di oscurare i veri nodi del lavoro e dell’economia, quali la disoccupazione, la sottocupazione, l’insicurezza del posto di lavoro e dell’attività imprenditoriale, la concorrenza dei mercati senza regole”: lo dice il documento dell’ufficio di pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Padova, firmato anche da Azione Cattolica diocesana, Acli, Ucid (Unione cristiana imprenditori e dirigenti), Centro di ricerca e formazione Giuseppe Toniolo, Scuola diocesana di formazione sociale e politica. Nel documento si sottolinea che, di fronte alle odierne difficoltà, occorre “raccogliere lo sforzo di tutti per affrontare con serietà e serenità i nodi dell’occupazione”. A proposito delle 35 ore, il documento afferma che “appare più rispondente a tale scopo una legge-quadro di riferimento piuttosto che una deterministica codifica dei tempi e degli orari di lavoro, materia specifica della contrattazione”. La pastorale del lavoro ritiene quindi che su un tema così rilevante e delicato, “per il quale né il mercato né le imposizione di legge sembrano fornire risposte adeguate, non sono opportune rigidità di parte o diserzioni irresponsabili”. L’impegno comune, invece, deve essere improntato alla ricerca di una via di speranza per quanti invocano lavoro, trovando attraverso il “dialogo aperto, leale e costruttivo da parte di tutti” soluzioni praticabili e capaci di creare concrete occasioni di sviluppo.