“Sul caso di mio padre c’è una rimozione genrale” che non riguarda solo i partiti, ma tutte le classi dirigenti del nostro paese”. E’ quanto afferma Giovanni Moro, figlio dello statista ucciso dalle Brigate Rosse e segretario del Movimento federativo democratico, in un intervista rilasciata a “Segno nel mondo 7”. L’ultimo numero del settimanale dell’Azione Cattolica dedica infatti uno speciale alla figura di Aldo Moro, in occasione del ventesimo anniversario del rapimento e dell’omicidio. “Dopo la sua morte, invece del processo di transizione verso una democrazia normale – dice Giovanni Moro -, abbiamo avuto la chiusura oligarchica del sistema dei partiti, che poi ha generato Tangentopoli e la ribellione dei cittadini contro la partitocrazia attraverso i referendum elettorali. Da quell’evento hanno tratto vantaggio tutti coloro che preferirono che le cose non cambiassero. La situazione non poteva reggere per sempre, ma quindici anni della democrazia italiana sono stati buttati”.Lo speciale raccoglie articoli ed interventi di Mino Martinazzoli, Pietro Scoppola, Angelo Bertani, Nuccio Fava, Tina Anselmi, Paolo Giuntella, Giovanni Guzzetta e Guido Formigoni. Secondo il sindaco di Brescia Martinazzoli, Moro “non sarebbe entusiasta” dell’attuale processo di revisione costituzionale avviato dalla Bicamerale, perché “il compromesso avviene non sul futuro ma sul quotidiano, senza un progetto, una visione”. Nell’intervista Martinazzoli auspica “un’unione sui valori” tra i cattolici sociali e i cattolici liberali: “Il problema non quello di inventarsi qualcosa nell’immediato – dice -, ma di come riorganizzare una tradizione che possa essere frequentabile”.