OTTO MARZO: UNA “ADOLESCENZA INQUIETA” PER LE RAGAZZE ITALIANE

Le adolescenti affermano di amare la famiglia ma non sarebbero pronte a sacrificare la carriera per essa. “La famiglia per loro è sicuramente importante – afferma lo psicologo Umberto Fontana del Centro Cospes (Centri d’orientamento dei salesiani d’Italia) di Verona, intervistato dall’Agirt (l’agenzia di informazione delle diocesi del Nordest) – ma è anche frenante. Dalla nostra ricerca, effettuata su duemila e settecento ragazze di tutta Italia, dai 14 ai 17 anni, per esempio, è emerso che i valori affettivi come il senso religioso o l’amore per la cultura è per la maggior parte delle giovani molto sentito. Ma il ‘progetto famiglia’, come si diceva, per le ragazze va dilazionato nel tempo e posposto alla preparazione professionale, al lavoro. Dalle loro risposte è emersa un’adolescenza al femminile piuttosto inquieta”.Per lo psichiatra Vittorino Andreoli, intervistato dalla stessa agenzia, stiamo assistendo ad una “femminilizzazione della società”. La ragione, spiega lo psichiatra, è dovuta al fatto che “le donne sono molto più motivate e devo dire che dimostrano una capacità di adattamento e di resistenza, anche all’impegno, molto maggiore dell’uomo”. “Femminilizzazione della società, dunque – conclude Andreoli – sia per il peso ‘quantitativo’ della donna nella gestione sociale, sia per la perdita nell’uomo del carattere maschile a spese di un’identificazione femminile”.