CASO PRIEBKE: GIUSTIZIA È FATTA?

Sulla sentenza Priebke interviene don Dario Zanini, parroco a Sasso Marconi e stretto congiunto di alcune delle vittime di un altro tristemente famoso eccidio nazista, quello di Marzabotto. Don Zanini fu tra coloro che si batterono per il perdono e la libertà anticipata a Walter Reder, il maggiore delle SS responsabile dell’eccidio di Marzabotto. “Quale è stata la giustizia giusta?” si chiede don Zanini e spiega che “a suscitare molte perplessità è stato l’andamento stesso del processo, nel quale Priebke è stato dapprima assolto e riconosciuto libero, poi, dopo poche ore, nuovamente arrestato, poi condannato a 15 anni, 10 dei quali condonati, infine ora condannato all’ergastolo” insieme ad Hass. Secondo don Zanini, “a disperdere il sospetto che la condanna di Priebke e di Hass sia stata ispirata da desiderio di rivalsa o che si tratti di una sentenza simbolica o addirittura politica, resta solo la possibilità di un atto di clemenza che eviti ai due condannati di morire in carcere”.Di parere contrario è invece il pastore Domenico Tomasetto, presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia. All’indomani della sentenza, Tomasetto ha commentato: “L’ultima sentenza del tribunale militare di Roma, emessa contro Erich Priebke e Karl Hass quali autori di crimini contro l’umanità, permette di porre un punto fermo alla tragedia storica delle Fosse Ardeatine. In questo caso la giustizia umana coincide con il tribunale della coscienza, oltre che con quello della storia, almeno nella condanna di una colpa di tale gravità. Solo ora si possono proporre soluzioni di clemenza che, però, devono necessariamente passare per il riconoscimento della colpa”.