“Con la stipula dell’Intesa si consolida la già intensa collaborazione tra Stato e Chiesa in questa materia di grandissima importanza nel nostro Paese e vengono poste le premesse perché tale collaborazione si sviluppi e si precisi ulteriormente nel futuro”. Così il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, ha definito l’Intesa relativa alla tutela dei beni culturali di interesse religioso appartenenti ad enti ed istituzioni ecclesiastiche, firmata dallo stesso cardinale e dal Ministro per i beni culturali e ambientali, Walter Veltroni, il 13 settembre del 1996. A tale Intesa è dedicata la VI Giornata dei beni culturali ecclesiastici, che si svolge domani a Roma (ore 9,30 – Complesso del San Michele). L’iniziativa, promossa dalla Consulta nazionale per i beni culturali ecclesiastici e dall’Ufficio Cei per i beni culturali ecclesiastici, “costituisce – spiegano gli organizzatori – la prima occasione per fare il punto sullo stato di attuazione dell’Intesa”. I contenuti dell’Intesa saranno illustrati da mons. Attilio Nicora, delegato della presidenza Cei per le questioni giuridiche, mentre mons. Giancarlo Santi, direttore dell’Ufficio Cei per i beni culturali, si soffermerà sugli “adempimenti” previsti dall’Intesa. 95 mila chiese, circa 1500 complessi monastici, circa 5500 biblioteche, più di 600 musei: sono solo alcuni “numeri” dei beni culturali ecclesiastici, per i quali le 226 diocesi italiane spendono ogni anno almeno 150 miliardi in restauri e manutenzione straordinaria.