– “Di norma, prima di arrivare alla conclusione di una causa penale come questa passano quattro anni, però sui 45 esposti che abbiamo presentato alla Procura della Repubblica negli ultimi anni, solo due sono stati archiviati: uno riguardava i telegiornali con immagini violente in senso generico e l’altro un esperimento condotto da un sedicente ‘mago’ con uso di corrente elettrica, che poteva indurre i più giovani all’imitazione col rischio di conseguenze nefaste”: è quanto dichiara al Sir Arrigo Muscio, presidente dell’Associazione Genitori Cattolici di Brescia, che ha presentato una quindicina di giorni fa un esposto alla Procura della Repubblica a proposito del film “Totò che visse due volte”. “Se la gente sapesse quali oscenità e volgarità contiene tale pellicola – dice Muscio – si ribellerebbe, considerando il fatto che è doppiamente grave finanziare un film con un miliardo e 200 milioni mentre si chiedono continui sacrifici ai cittadini per far fronte al debito dello Stato”. Nell’esposto l’associazione chiede di accertare se nella pellicola siano ravvisabili “i reati di oscenità, di offesa alla religione e di abuso d’ufficio per finanziamento di opera non meritevole dell’aiuto pubblico”. “La nostra azione – spiega Muscio – si ispira al documento della Cei ‘Educare alla legalità’. Cerchiamo di arginare il male con gli strumenti a disposizione. Credo che questa attenzione critica sia un modo per rendere attivi i documenti del magistero dei vescovi, che presuppongono da parte dei fedeli un impegno di testimonianza concreta”.