UN ARTISTA MUSULMANO ESPONE I SUOI QUADRI IN VATICANO

“Un evento storico”, così padre Giuseppe Pittau, rettore della Pontificia Università Gregoriana ha definito la mostra “Dove i due Oceani si incontrano” dell’artista egiziano, Ahmed Moustafa che l’Università Gregoriana ospiterà fino al 2 maggio nel portico principale dell’Ateneo. L’esposizione, che si estende per circa 250 metri quadri con pitture ed arazzi impreziositi da un gioco di figure geometriche e calligrafia araba ed accompagnati ciascuno da un versetto tratto dal Corano, è la prima mostra ad opera di un artista musulmano ad essere ospitata in Vaticano. “Quando si guardano i dipinti e gli arazzi di questo artista – ha detto padre Pittau – si avverte dentro una forte esigenza a fermarsi, contemplare e pregare. Queste opere d’arte rimandano ad una profonda esperienza spirituale e religiosa. Credo che sia questo il miglior dialogo che si può costruire tra due culture diverse”. L’iniziativa, ha fatto notare il rettore della Gregoriana, vuole essere in sintonia con l’invito del Papa a vivere il Giubileo come una grande occasione per il dialogo interreligioso, “a partire dai ‘popoli del Libro’, i cristiani, gli ebrei e i musulmani, che credono in un Dio unico”. Riferendosi poi al titolo della esposizione, Pittau ha aggiunto: “Tra gli oceani della civiltà umane esiste uno scambio di doni continuo”. In questa ottica si propone anche l’artista: “Viviamo in un mondo – ha detto Moustafa – che è sempre alla ricerca di ragioni e teorie. L’arte ha il compito di dare un orientamento a questi sforzi. In ultima analisi si può dire che il ruolo dell’arte è soprattutto quello di riconciliare”.