COMMUNIO: CRISTIANI E MUSULMANI IN DIALOGO SUL FUTURO DELLE RELIGIONI

“La reciproca comprensione tra musulmani e cristiani è decisiva per le sorti future dell’umanità”. E’ quanto ha detto al teologo Piero Coda l’ayatollah Emami Kashami, uno dei maggiori teologi dell’Islam sciita, membro del Consiglio di conservazione della fede. In un articolo che verrà pubblicato sul prossimo numero della rivista “Communio”, dedicato al tema “Non rubare”, Coda racconta del suo viaggio in Iran e in particolare il lungo colloquio con l’ayatollah che sta per pubblicare un libro sul futuro delle religioni in cui vengono riportati anche dialoghi avuti con esponenti cristiani. Per Kashami, “cristianesimo e Islam hanno un compito comune in rapporto al futuro dell’umanità, che è indirizzato alla verità e alla giustizia per tutta la famiglia umana perché è fondato sulla verità e la giustizia di Dio stesso”. Secondo la promessa di Dio, spiega infatti l’ayatollah, l’Imam occulto (cioè l’ultimo Imam, che secondo gli sciiti è stato rapito da Dio affinché non potesse più essere ucciso, com’era invece successo per tutti i suoi predecessori) e Gesù “torneranno insieme e saranno l’aiuto l’uno dell’altro per il governo del mondo, nella volontà di Dio”. Per Kashami, il futuro dell’umanità dipende dal risveglio e dall’educazione del “sentimento fondamentale” dell’Islam, la cui essenza consiste nel “risvegliare quella sorgente interiore dell’essere e dell’agire dell’uomo in cui – in qualunque situazione – ci si sente in rapporto di sottomissione a Dio, che ci chiama alla felicità attraverso l’attuazione della giustizia e della verità verso tutti”.