M.CAPRETTI (USMI): “LA MULTICULTURALITÀ DEGLI ISTITUTI RELIGIOSI E’ PROFETICA”

Lo ha detto la presidente nazionale dell’Usmi (Unione delle superiori maggiori d’Italia), madre Lilia Capretti, presentando il tema “Internazionalizzazione e multiculturalità negli istituti di vita consacrata” al quale da domani fino a sabato 18 aprile sarà dedicata la XLV Assemblea generale delle superiori italiane. “L’internazionalizzazione degli istituti religiosi – ha spiegato madre Capretti – è sempre esistita. Sono secoli che le religiose e i religiosi si recano in terre lontane e di missione. Ma ora c’è un numero abbastanza elevato di religiose estere in Italia”. Secondo i dati dell’Annuario Usmi ’98, uscito in questi giorni, dal 1995 ad oggi si è registrata in Italia una crescita di 900 religiose estere, raggiungendo la cifra complessiva di 8.651. Sono invece 8.030 le religiose italiane che in questo momento si trovano all’estero in missione. Tra le cause di questo aumento, madre Capretti fa rilevare “la forte denatalità e il limitato numero dei figli che fa mancare in Italia la materia prima per nuove vocazioni. A questo vanno aggiunti un diverso tenore di vita e la possibilità di vivere la fede senza necessariamente entrare nella vita consacrata ma impegnandosi nel volontariato, nelle associazioni, e nei movimenti”. La sfida per le comunità religiose è “grande ed impegna soprattutto nella formazione”. Ma l’interculturalità, a detta di madre Capretti, può diventare “un segno profetico per un mondo che si va globalizzando e che vive con disagio l’incontro con culture diverse, dimostrando invece che è possibile fare delle diversità una ricchezza”. L’Assemblea quest’anno eleggerà la nuova presidente nazionale dell’Usmi.