E’ sostanzialmente positivo il giudizio di Diego Cipriani, presidente della Consulta nazionale enti per il servizio civile (Cnesc, associazione composta dai maggiori enti convenzionati per il servizio civile, che accolgono circa 15.000 obiettori), sull’avvenuta approvazione di ieri, da parte della Camera dei deputati, del testo di legge sull’obiezione di coscienza. La Cnesc chiede al Senato “d’impegnarsi a calendarizzare prima possibile il testo per la votazione definitiva, così da chiudere 12 anni di polemiche parlamentari”.. “La legge recepisce finalmente le nostre aspettative – dichiara Cipriani -. Il fatto che la gestione del servizio civile venga sottratta al Ministro della Difesa, quindi smilitarizzata, è già per noi positivo. Di buono c’è poi il diritto soggettivo all’obiezione di coscienza, il servizio civile all’estero, la costituzione di una Consulta”. Alcuni aspetti problematici riguardano invece l’iter di presentazione della domanda di obiezione, che però, aggiunge Cipriani, “pensiamo possa essere risolto per via amministrativa”. La decisione di affidare la gestione ad un ufficio per il servizio civile presso la Presidenza del Consiglio, (anziché creare un’agenzia, “più autonoma, efficiente ed incisiva”) anche se contestata dalla Cnesc, può però essere rivista con la legge delega di riforma della presidenza del Consiglio, da approvare entro la fine dell’anno. “Si accorgeranno subito che un ufficio non è sufficiente per gestire una mole di personale come quello degli obiettori. – afferma Cipriani – Tuttavia vogliamo che il Senato approvi al più presto questa legge, senza ulteriori modifiche che allungherebbero i tempi”. Dal ’72 ad oggi sono stati circa 350.000 i giovani italiani che hanno optato per il servizio civile. Anche i giovani delle Acli, attraverso la loro coordinatrice Sonia Stefanovichj, si dicono parzialmente soddisfatti per l’esito delle votazioni alla Camera e rivolgono un a ppello al presidente del Senato, Nicola Mancino, affinché la nuova legge sull’o.d.c. sia messa in discussione e approvata dal Senato entro pochi giorni.