IL COMPITO CULTURALE E PASTORALE DEI MASS MEDIA OGGI

Agli operatori pastorali è oggi richiesta “dimestichezza e conoscenza degli strumenti di comunicazione sociale”: lo dice nel suo messaggio per la giornata diocesana del quotidiano “Avvenire”, in programma il 19 aprile prossimo, il vescovo di San Severo (Foggia), mons. Michele Seccia. La “nuova evangelizzazione” – scrive – deve essere “negli strumenti e nelle forme una ‘evangelizzazione nuova’, tale da incidere nella vita dell’uomo e della storia odierna”. Mons. Seccia sottolinea che “la Chiesa vede i mezzi della comunicazione sociale come aventi un potenziale infinito non solo per la diffusione dell’informazione, la creazione e la comunicazione dell’arte e della cultura, la ricreazione e il perfezionamento dello spirito umano, ma anche per la crescita e il rafforzamento del Regno di Dio”. Parlando di “Avvenire”, il vescovo sottolinea che “se ben usato, può essere non solo utile mezzo per l’aggiornamento necessario agli agenti pastorali, ma anche un modo nuovo di fare pastorale”. Quanto al ruolo culturale del giornale sottolinea che i cristiani sono chiamati ad essere “luce e sale della politica, dell’economia, del progresso scientifico e tecnologico, dell’istruzione e formazione dei ragazzi e giovani, dell’orientamento etico della nostra società”. Un ruolo di approfondimento culturale, quindi, quello prefigurato da mons. Seccia che per i cristiani è un “dovere” in quanto “amici di Gesù”. Dobbiamo – dice ancora – “dare luce alla crisi che a vari livelli sta interessando le istituzioni, la famiglia, la scuola e i giovani”.