«Anche se il dibattito sulla famiglia alle Nazioni Unite è caratterizzato dalla “cultura relativistica”, non è stata mai considerata l’idea di adottare la politica della “sedia vuota”, o peggio di “sbattere la porta, piuttosto la Santa Sede, come testimonia il volume che oggi presentiamo, è stata capace di agire come il classico lievito della parabola evangelica». Così mons. Jean-Louis Tauran, Segretario per i rapporti della Santa Sede con gli Stati, ha aperto questa mattina in Sala Stampa Vaticana la conferenza di presentazione del volume: «Serving the Human Family – The Holy See at the Major United Nations Conferences».«La Santa Sede – ha continuato mons. Tauran – ha partecipato all’attività delle Nazioni Unite con l’intento di contribuire alla “cultura ed all’etica internazionale”. La Santa Sede si considera a servizio del risveglio della coscienza, testimone della dignità dell’uomo e della sua speranza». Mons. Renato Martino, da oltre undici anni Osservatore Permanente della Santa Sede presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite, ha spiegato che «lo scopo importante di questa pubblicazione sta già nel titolo “A servizio della famiglia umana”; è vero infatti che sviluppo e pace duratura possono essere raggiunti solamente quando le Nazioni, come membri di una stessa famiglia, operano in solidale consonanza. La Santa Sede offre il suo contributo nei dibattiti internazionali per la sua attenzione alla persona umana, alla famiglia e, a livello mondiale, all’intera famiglia umana». Mons. Diarmuid Martin, Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha aggiunto che «il Santo Padre ha sempre raccomandato di sostenere il meglio che si trova nei documenti delle Nazioni Unite e di denunciare perennemente e comunque la violazione della dignità umana e della giustizia sociale». (segue)