A quasi venti mesi dalla firma dell’intesa relativa alla tutela dei beni culturali ecclesiastici, siglata dal cardinale Camillo Ruini e dal ministro Walter Veltroni, mons. Giancarlo Santi, direttore dell’Ufficio nazionale per i Beni culturali della Cei, commenta così lo stato di attuazione dell’accordo. “La valutazione complessiva – ha sottolineato – è molto positiva. Ma realisticamente ci rendiamo conto che nella fase di avvio di questa grande riforma bisogna mettere in conto incertezze, disagi e qualche difficoltà. Il passaggio da un sistema ad un altro richiede tempi di aggiustamento ed un rodaggio da parte di tutti che non può essere brevissimo. Mi pare comunque che ci sia buona volontà e desiderio di camminare per modificare la situazione”. L’occasione è la VI Giornata per i beni culturali ecclesiastici, (Bce) organizzata dalla Consulta e dall’Ufficio Cei per questa materia, che hanno convocato i delegati regionali di tutta Italia per verificare attraverso le singole esperienze come procede l’attuazione dell’accordo. L’intesa siglata il 13 settembre 1996, ha spiegato mons. Attilio Nicora, delegato della presidenza della Cei per le questioni giuridiche, rappresenta una “novità nell’ordinamento giuridico italiano”. Essa “ha formalizzato il principio della collaborazione fra l’autorità statale e quella ecclesiastica nella linea del confronto e del dialogo mirati alla programmazione. La sua applicazione è certamente lenta e faticosa perché si tratta di rinnovare stili di comportamento e mentalità, ma, anche dal quadro che hanno presentato i delegati, è positivo rilevare che qualche tratto di cammino è stato iniziato. C’è da augurarsi che prosegua”.