SAT 2000, UNA “SCOMMESSA CORAGGIOSA”

Così viene definita la tv satellitare di ispirazione cristiana nel numero di aprile del mensile “Madre”, che in un articolo descrive Sat 2000 come “il primo concreto tassello del famoso progetto culturale della Chiesa italiana”.”Data l’organizzazione della struttura – scrive Andrea Vico -, l’emittente è anche un buon esempio in fatto di sinergie. Sono anni che i cattolici vengono invitati a unire gli sforzi per far sentire meglio la loro voce, ma ciascuno di noi sa benissimo come certe assurde ‘logiche di campanile’ siano dure a morire. E a chi lamenta la scelta del satellite che renderebbe Sat 2000 una tv per pochi eletti, occorre rispondere andando a ripercorrere la storia delle comunicazioni sociali della Chiesa italiana, che da sempre è attenta alla modernità dei mezzi con cui diffondere la Parola e spesso ha compiuto scelte lungimiranti”.Il mensile cita nell’articolo alcuni dati sull’aumento delle antenne paraboliche in Italia: dalle 700.000 del ’96 alle 950.000 del 31 luglio ’97. Spiegando i vantaggi della tv satellitare “nel saper soddisfare le esigenze di un pubblico interessato esclusivamente a specifici argomenti”, viene precisato che la tivù da satellite “resta uno strumento che ciascuno di noi deve saper controllare, imparando a sfruttarlo per i suoi lati positivi e tenendo lontano i risvolti negativi. E’ per questo che Sat 2000 si propone come strumento di approfondimento, di informazione e sensibilizzazione circa i valori cristiani e non intende certo essere tv di intrattenimento nel senso più sciatto e vuoto del termine”.Intanto è in corso in questi giorni a Dubrovnik l’incontro dei responsabili degli uffici per le comunicazioni sociali delle Conferenze episcopali europee, che si concluderà domani, 26 aprile: sarà presentata anche Sat 2000