E’ stato ucciso la scorsa notte Juan Gerardi Conedera, vescovo ausiliare di Città del Guatemala e coordinatore dell’ufficio diocesano per i diritti umani. Il vescovo è stato assassinato all’interno della sua residenza, verso le 22.30 ora locale. La polizia riferisce che mons. Gerardi è morto a causa di un colpo alla testa inferto con un oggetto contundente. Nato nel 1922, vescovo dal ’67 nella diocesi di Vera Paz, quindi dal ’74 a Santa Cruz del Quiché, é stato trasferito dall”84 nell’arcivescovado di Città del Guatemala.Da fonti locali si è appreso che nel pomeriggio di venerdì 24 aprile mons. Gerardi aveva presentato in cattedrale il primo rapporto completo sul “recupero della memoria storica” (progetto Remhi). Si tratta di un’indagine condotta dalla Chiesa guatemalteca su tutti i crimini commessi durante la guerra civile che per 36 anni ha insanguinato il paese. All’interno del rapporto vengono menzionati oltre 5000 massacri, il ‘90% dei quali attribuiti all’esercito. Mons. Gerardi aveva fondato 7 anni fa l’ufficio diocesano per i diritti umani. Il rapporto è dunque il frutto di tanti anni di lavoro a contatto con la popolazione, raccogliendo interviste e testimonianze tra chi aveva trovato il coraggio di denunciare tutte le ingiustizie e le crudeltà subìte durante la guerra civile. La Chiesa guatemalteca, dopo aver manifestato il dolore per la morte di mons. Gerardi, ha chiesto subito al governo spiegazioni sull’accaduto. Nonostante la firma degli accordi di pace nel 1996 tra l’attuale presidente Alvaro Arzù e l’Unità nazionale rivoluzionaria guatemalteca (Urng) in Guatemala si vive ancora in un clima di paura e terrore. Le testate locali non hanno dato grande rilievo all’accaduto.