“Sport e denaro: un abbinamento che inquina ogni altra dimensione umana”. Così don Luigi Guglielmoni, attento osservatore dei fenomeni legati al mondo del calcio, commenta sul prossimo numero del Sir la questione degli arbitri di serie A, che ha scatenato un ampio dibattito sui giornali (con interventi di autorevoli esponenti di governo e Parlamento), all’indomani della partita Juventus-Inter. “Perché meravigliarsi che tutti i quotidiani diano un rilievo enorme alle conseguenze della partita Juventus-Inter? Quanto sta accadendo – continua Guglielmoni – rivela anzitutto lo stile tipico dell’italiano, che si appassiona grandemente – per alcuni giorni – a qualche questione di poco conto, mostrando meraviglia per quello che da tempo è noto. Così, dal bar al Parlamento, il Paese è coinvolto in unico argomento di discussione: il calcio! Le altre tematiche più scottanti e determinanti per il futuro passano in secondo piano, facendo il gioco del potere di turno”. La Chiesa, continua Guglielmoni, “non entra in merito alla querelle in atto, né ha da offrire suggerimenti. La Chiesa ha un’altra funzione, quella profetica: indicare il perimetro entro cui situare ogni questione, per evitare che debordi e diventi ‘il problema’ di un popolo o di un singolo; aiutare tutti a fare una gerarchia di valori, per non cadere nell’idolatria; ribadire l’amore per la verità in ogni campo e sempre, e non solo per interesse di parte; indicare prospettive ‘alte’ per scuotere la gente dal conformismo dominante; tenere sempre vivo l’interessamento per l’uomo reale, che non può vivere soltanto di illusioni calcistiche”.