Facendo il punto sui lavori del Parlamento per la riforma della costituzione, l’Osservatorio giuridico-legislativo della Cei si sofferma sul problema della “sussidiarietà”. In una nota che sarà pubblicata sul prossimo numero del bollettino mensile dell’Osservatorio, si commenta l’art.56 del progetto di riforma costituzionale recentemente approvato dalla Camera dei Deputati. Ad avviso dell’Osservatorio giuridico della Cei, la formulazione dell’art.56 licenziata dalla Camera “tiene in considerazione il piano della ‘sussidiarietà istituzionale’ o verticale, cioè della ripartizione delle funzioni pubbliche tra i diversi soggetti costitutivi della Repubblica; invece non riconosce, almeno in modo chiaro e privo di ambiguità, l’importanza e il ruolo della ‘sussidiarietà sociale’ o orizzontale, in forza della quale va rispettata e sostenuta l’autonoma iniziativa dei cittadini, quando questa sia in grado di rispondere adeguatamente alle esigenze di pubblico interesse”. “E’ vero – rileva ancora l’Osservatorio – che la ‘sussidiarietà sociale’ è già presente nella Costituzione quale principio ispiratore degli artt.2,3 e 5, ma per essere più precisa e soprattutto concretamente efficace avrebbe dovuto essere richiamata esplicitamente anche nella disposizione in esame. E’ vivamente auspicabile che ciò possa avvenire nel prosieguo del dibattito parlamentare sul testo della riforma”.