Il 1° maggio, la Gioc (Gioventù operaia cristiana) di Torino e del Sud Italia parteciperà con circa 500 giovani alla manifestazione organizzata a Napoli da Cgil, Cisl e Uil, per protestare contro il lavoro irregolare e la disoccupazione. E’ quanto si legge in una nota dell’associazione, in cui si sottolinea che “in Italia, accanto ad una vera e propria disoccupazione, esistono numerose sfumature di lavoro: quello nero, quello precario, quello temporaneo”. Il pericolo che incombe, in particolare, è che “l’occupazione temporanea non rappresenti una fase transitoria della vita lavorativa di un individuo e che il passaggio da un lavoro precario ad un altro non sfoci mai nell’occupazione stabile”. Sono molti, per la Gioc, gli aspetti attraverso cui “leggere” i cambiamenti in atto nel mondo del lavoro: “L’aumento dell’informalità nell’accesso all’occupazione e nella vita lavorativa, le mille combinazioni di variabili sull’orario di lavoro, la temporaneità degli impieghi, la frammentazione e desolidarizzazione del mondo dei lavoratori”. Sono soprattutto i giovani, si legge nella nota, “a sperimentare il veloce passaggio da una forma di lavoro all’altra, da lavoro a disoccupazione; spesso vi è un’alternanza o una contemporaneità di occupazioni regolari e in nero”. La manifestazione del 1° maggio continuerà nel pomeriggio a Pozzuoli, con un messaggio del vescovo Silvio Padoin, incaricato della Conferenza Episcopale Campana per i problemi sociali e il lavoro; seguirà un “talk show” con esperti del mondo sindacale, ecclesiale ed imprenditoriale.