SINODO PER L’ASIA: DIVERSITÀ E FEDELTÀ NELL’ANNUNCIO DEL VANGELO

Mons. Thomas Menamparampil, Arcivescovo di Guwahati e Segretario Speciale del Sinodo per l’Asia, ha presentato questa mattina in Sala Stampa Vaticana la “relazione dopo la discussione” (“Relatio post disceptationem”). La relazione riflette i punti principali degli interventi fatti nell’Aula Sinodale e servirà ad orientare i dibattiti dei circoli minori. Fra i punti principali mons. Menamparampil ha sottolineato «il consenso unanime dei padri sinodali sull’unicità di Gesù Cristo Salvatore, anche se le metodologie proposte per l’Annuncio sono diverse e fanno riferimento ad approcci per l’inculturazione differenti».Mons. Alan Basil De Lastic, Arcivescovo di Delhi, ha spiegato che «Siamo tutti d’accordo che Cristo è l’unico Salvatore, anche se quando si parla con gli islamici o con gli induisti, le cose sono diverse. Il punto da sviluppare è quale metodologia utilizzare per trasmettere questo messaggio». L’accettazione graduale del “culto degli antenati” che tanti problemi ha creato nella storia della Chiesa in Asia, è stata ben accolta da parte dei padri sinodali. Mons. John Tong Hon, Vescovo ausiliare di Hong Kong ha spiegato che: «Il culto degli antenati è largamente diffuso anche in Cina e non riguarda solo il Vietnam. L’onore ed il rispetto degli antenati è parte integrante della grande tradizione e della cultura cinese. Noi vogliamo mantenere e potenziare il rispetto e la venerazione degli antenati perché il fine ultimo di questa adorazione è Dio Padre che è il primo degli antenati. Noi siamo grati a Dio per i nostri antenati».