LE PROPOSTE DEL MO.I.CA PER MIGLIORARE LA GIUSTIZIA IN ITALIA

Non si può più accettare che ben l’83 per cento dei delitti commessi nel nostro paese rimangano impuniti e che ai 4,35 milioni di casi pendenti se ne siano aggiunti negli ultimi tempi altre 4,8 milioni di nuovi, ingolfando irrimediabilmente i tribunali: è il parere del Mo.I.Ca. (Movimento italiano casalinghe) che ieri, martedì 7 aprile, ha promosso a Roma un convegno sul tema “In nome del popolo italiano”. “Abbiamo ricordato – dice al Sir la presidente nazionale Tina Leonzi – che il primo a soffrire di questa situazione è il cittadino che diventa oggetto di malagiustizia. Abbiamo anche fatto alcune proposte: rilanciare la giustizia ordinaria riqualificando e motivando gli uffici e gli organi di polizia giudiziaria; disciplinare la responsabilità dei giudici in caso di colpa grave, negligenza e imprudenza; separare le carriere tra giudice e pubblico ministero; limitare l’uso della custodia cautelare e introdurre invece il “deposito cauzionale in denaro” soprattuto per i reati contro il patrimonio pubblico; depenalizzare alcuni comportamenti oggi considerati reati; rendere indipendente il Csm eliminando l’elezione di alcuni suoi membri da parte del Parlamento”. Secondo il Mo.I.Ca. “il giudice non è libero quando appartiene ad una corporazione, quale è di fatto il Consiglio superiore della magistratura”. Sulla Bicamerale, il Mo.I.Ca. ritiene che i rimedi prospettati “non diano grosse speranze perché – spiega – se dovesse passare il provvedimento la situazione del funzionamento della giustizia si aggraverebbe”. L’incontro di ieri, al quale tra gli altri hanno preso parte gli on. Parenti e Boato, non è il primo a carattere sociale: il movimento delle casalinghe (circa mezzo milione di iscritte) quest’anno sta sviluppando il tema generale “Tempo di scelte” toccando alcune questioni di attualità quali famiglia, diritto degli embrioni, droga, scelte politiche ecc.