“L’internazionalizzazione e la multiculturalità negli Istituti di vita consacrata religiosa femminile”. Questo il tema dell’assemblea annuale dell’Usmi (Unione Superiori Maggiori d’Italia), che si terrà a Roma dal 16 al 18 aprile. La multiculturalità, si legge in una nota, è ormai un fenomeno sociale e anche tra le religiose aumentano le presenze da altre nazioni o continenti: “E’ il numero – si legge ancora nel comunicato dell’Usmi – che dà nell’occhio. Alcune religiose sono in Italia, soprattutto a Roma, per completare la loro formazione, i loro studi nelle università pontificie o cattoliche. Altre sono in Italia per offrire la loro presenza e la loro specializzazione con compiti vari” nei settori “della docenza, del servizio nel campo sanitario o sociale, in case di accoglienza, nel settore della catechesi o della evangelizzazione, in organismi di governo all’interno dello stesso Istituto, visto che quasi tutte le Congregazioni hanno sedi in altre nazioni”. Tra i relatori del convegno, padre Pier Luigi Nava, che “chiarirà quali sono le sfide e i rischi della multiculturalità, per parlare poi specificatamente della recente internazionalizzazione degli Istituti di vita consacrata”. Tra gli adempimenti dell’assemblea, l’elezione della nuova presidente (che succederà a madre Lilia Capretti) e della vicepresidente dell’Usmi. Gli Istituti religiosi femminili presenti oggi in Italia sono più di 620; le religiose sono quasi 93 mila e le case 11.219.