In base all’ordine del giorno, la Commissione giustizia della Camera dei Deputati, mercoledì prossimo, 13 maggio, terminerà l’esame, in sede consultiva, del testo unificato in materia di “procreazione medicalmente assistita” (relatore Siniscalchi), già approvato dalla Commissione affari sociali il 27 gennaio scorso. Il testo passerà quindi all’esame della Commissione affari costituzionali. In vista del pronunciamento della Commissione giustizia, le testate giornalistiche cattoliche, che nel marzo 1996 firmarono il “Manifesto delle dieci parole”, hanno diffuso una nota congiunta. “In una società democratica – afferma la nota – il pluralismo non può diventare uno schermo di comodo per diffondere indifferenza e relativizzare problemi di primaria importanza”.”Se il testo unificato sulla procreazione medicalmente assistita – affermano le testate cattoliche – permettesse la cosiddetta fecondazione eterologa (cioè la possibilità di generare un bambino sostituendo il padre o la madre rispettivamente con i gameti maschili o femminili di un estraneo), lo Stato diventerebbe complice di un grave atto di discriminazione nei confronti di uno dei suoi cittadini più deboli, il nascituro. Per assecondare il desiderio di due adulti permetterebbe la nascita di un bambino privato del padre o della madre biologica”. “Il legislatore – conclude la nota – quando si tratta della dignità e dei diritti fondamentali della persona, in questo caso del nascituro, non può ricorrere a compromessi o a scelte di convenienza. Le scelte che verranno assunte peseranno sul futuro di diverse generazioni di cittadini italiani: ognuno, in merito, è chiamato ad assumersi, con coerenza e coraggio, le proprie responsabilità”.