“E’ curiosa la pretesa del ministro della Pubblica istruzione, Berlinguer, di condizionare la scuola cattolica esigendone la sua totale ‘laicizzazione'”: lo ha detto al Sir fratel Giuseppe Lazzaro, presidente della Fidae (Federazione italiana di attività educative) del Lazio, all’indomani della tradizionale marcia degli alunni, genitori e docenti delle scuole cattoliche per le vie di Roma. “Nelle dichiarazioni della scorsa settimana di fronte agli studenti di una scuola superiore romana – prosegue fratel Lazzaro – il ministro ha detto che la scuola cattolica dovrà limitarsi ad essere luogo di istruzione. Ma ciò è in contrasto non solo con il ‘progetto educativo’ delle nostre scuole, ma anche con la tendenza in atto nelle stesse scuole statali che con l’autonomia tendono a costruirsi un proprio ‘progetto'”. Secondo il presidente della Fidae del Lazio, simili affermazioni tendono a “togliere la libertà di scelta alle famiglie, basata sulla differenza di ‘progetti educativi’ “. “Su questioni come quella della parità, governo, ministro e Parlamento si giocano la propria credibilità”, commenta Luigi Morgano, presidente della Federazione Italiana Scuole Materne (Fism). “Non si può parlare di parità – ha aggiunto – senza risolvere le due questioni del mantenimento della propria identità e della possibilità di accesso ad un finanziamento adeguato”. Sollecitando la VII Commissione del Senato a non “allungare troppo” i tempi per l’esame del disegno di legge sulla parità scolastica, il presidente della Fism ha invitato il ministro Berlinguer a “riconoscere che il sistema non statale contribuisce a valorizzare il patrimonio comune della scuola”, mettendo a disposizione “risorse umane, prima ancora che finanziarie”.