“L’esperienza di questa seconda metà del nostro secolo ci insegna che ‘la nostra madre terra’ (per usare le parole di s. Francesco) si fa matrigna non per una specie di maledizione divina, ma soltanto per colpa dell’uomo. E le conseguenze terribili di questi peccati sono sotto gli occhi di tutti”: così scrive nel suo messaggio in occasione della “consegna del Santo Patrono” al sindaco, l’arcivescovo di Taranto, mons. Benigno Luigi Papa. La lettera prende spunto dagli avvenimenti drammatici della Campania per portare la riflessione sul rapporto uomo-ambiente. “Siamo convinti – scrive – che il disastro ecologico e la devastazione ambientale, prima di essere un problema sociale percepito come tale dalla gente, è un problema etico. Si tratta di trovare il giusto rapporto tra l’uomo e il suo habitat naturale, tra l’intervento sulla natura e conservazione di essa, al di là di una concezione sacrale della natura e della ideologia del progresso e del profitto che la devastano”. Secondo mons. Papa, che appena giunto in diocesi di Taranto ha convocato un convegno su “Giustizia, pace e salvaguardia del creato”, fenomeni quali “l’inquinamento ambientale e marino, il dissesto idrogeologico costituiscono argomenti sui quali occorre sviluppare una continua vigilanza, perché il dominio dell’uomo sul creato non sia inteso come devastazione di esso, e perché il profitto di alcuni non ricada a danno di tutti”. L’arcivescovo esorta anche a una “sana ecologia dello spirito”, nel senso di educare l’uomo ai valori ecologici con benefici effetti sulle politiche del territorio.